giovedì 19 gennaio 2012

Il signore delle zucche

Un paio di mesi fa, su suggerimento di un amico agronomo, io e mio marito siamo andati nelle campagne piemontesi per comprare mele da un piccolo produttore specializzato in varietà antiche. Così raggiungiamo la sua cascina e veniamo accolti da un grosso cane festante, che nell'attesa dell'arrivo dei suoi padroni cerca di convincere un capretto a uscire dalla gabbia per giocare con lui. Intanto noi ci guardiamo intorno e scopriamo che un angolo dell'aia è tutto dedicato alle zucche: tra le altre, la verde-grigio mantovana, la cui scorza bitorzoluta è solcata da solchi verticali che formano tanti spicchi; la moscata, con gli spicchi incisi profondamente; la trombetta di Albenga, gialla e allungata, che si appende come un ombrellino. Quando arriva la moglie del produttore mi incuriosisco e le chiedo informazioni sulle zucche. Soprattutto, mi piacerebbe sapere come fare a capire quando sono mature, così da cogliere al punto giusto i pochi esemplari che coltiviamo. Ma lei afferma di non intendersene e di attendere il marito, che è l'esperto.
Finalmente arriva il signore delle zucche, e a prima vista dà l'impressione di non essere esattamente sobrio. Ma comunque gli chiedo di trasmettermi i suoi segreti. Dopo aver lanciato un ordine stridulo al cane che puntava un'anatra, l'esperto comincia a raccontare i diversi trucchi. “Prima di tuuutto bisognaa guardare il coloreee (hic). Per esempio questa trombetta di Albenga deve essere un po' più gialla per essere matuuura”. A questo punto interviene la moglie, facendogli notare che la sera prima, per la minestra, le ha dato una zucca proprio di quel colore, non completamente matura: forse perché tanto a lui la minestra non piace?
La lezione prosegue. Il gambo deve essere bello secco. La parte sottostante, dove c'era il fiore, deve essere invece bello piatto, perché se ancora fosse sporgente vuol dire che la zucca non è completamente matura. Ascoltiamo in religioso silenzioso, pendendo dalle sue labbra.
Dopo qualche giorno degli amici vengono a trovarci e ci regalano una zucca mantovana, che noi subito esaminiamo per valutarne la maturità. Mettendola a confronto con la nostra zucca, vediamo che la parte sottostante della loro zucca è bella piatta, mentre quella della nostra è ancora sporgente. Morale: quando le apriamo, quella con la parte piatta non sa di niente, mentre la nostra è saporitissima... Eppure, sembravano davvero sensate quelle spiegazioni! Probabilmente è stato un caso malaugurato, visto che tutto l'assortimento di vegetali acquistato dal signore delle zucche (mele, pere, una verza enorme, rape...) era davvero squisito.
Dopo questo lungo post una breve ricetta.

Tortini di zucca e patate (per 2)
Cuoci a vapore con la buccia 400 g di patate. Lasciale in frigo, intere, fino al giorno dopo, poi sbucciale e grattugiale grossolanamente con 300 g di zucca pulita. Salale, unisci peperoncino,1 spicchio di aglio tritato, le erbe che preferisci (per es. il misto provenzale). Condisci con poco olio extravergine e mescola bene. Fodera due stampi monoporzione con carta da forno e mettici il misto, poi inforna a 180° per 15-20 minuti, finché i tortini non sono ben coloriti.


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